Tuesday, April 28, 2009

Underground Life: Filosofia dell'aria (1987, Target/Emi)

A voluptuos new wave record, blending glam-pop transformism and slight dark/decadent atmospheres together with rock riffs and edges and some out of fashion keyboard weavings and other mid-70s arrangement techniques. The songs are refinate and complex, both from a melodic and lyrical point of view, but most of all the sound is very rich and lush: sparkling guitar jingle-jangle, pounding basslines and rubbery drumming - both with a distinct rock groove, and then mellifluous saxophone lines, harmonica, violin, jigsaw new wave interlocks and omnipresent prog/pop triumphant keyboard circles.
The album might remind anything from XTC to Litfiba, Battiato, Ultravox or cheesy mainstream Italian pop, but actually has a very unique charm.

Underground Life were a band from Monza, Milano. They formed in 1979 and disbanded in the early Nineties. "Filosofia dell'aria" is produced by the well-known guitarist Alberto Radius (of Lucio Battisti/Formula Tre fame), who plays in the record and is most probably the main responsible of the 70s nuances of the record.

Tracklist:
  1. Uccidiamo il lavoro di massa
  2. Belfagor
  3. Lady Von Masoch
  4. Il battito
  5. L'iperbole/Architettura
  6. La rivolta degli infanti
  7. Albe atomiche
  8. In inverno
Download (128 kbps)


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4  :

Titus Bresthell said...

ma va?

laltritalia said...

eccoti qua! mi hai fatto preoccupare...

Anonymous said...

grande album, grande gruppo. li ho sempre amati.. io li scoprii ai tempi di "fuoco nella città di ghiaccio"...

scriverai di "gloria mundis"? io conservo gelosamente il vinile..

dal sito della "liluim":
L’incisione del disco “Gloria Mundis” (1988, Hiara/CGD), segna ancora un passaggio d’etichetta e la creazione di un nuovo periodo, contraddistinto dal vivo dall’allargamento dell’organico con l’aggiunta di corista, percussionista, sassofonista e l’inserimento di una coreografia, realizzata canzone per canzone dalla danzatrice/attrice Susanna Gozzetti. Così il disco, che aveva subito un parto davvero triste a dispetto del grande entusiasmo suscitato dal precedente per via di un aneddoto singolare, si rivela dal vivo un trionfo di teatralità nella quale convivono con forza sia la potenza di un rock dirompente e a tratti malinconico, con il distillato rarefatto del reading, e l’invenzione scenica del teatro-danza. Quanto all’aneddoto, è il seguente: l’ex leader dei leggendari Ultravox, mister John Foxx, venuto in possesso a Londra di un demo contenente i provini del futuro “Gloria Mundis”, se ne innamora e contatta il gruppo per chiedere di produrne il disco. Seguono settimane di convulse trattative poiché la Virgin italiana, coinvolta dallo stesso Foxx al fine di chiudere un contratto con il gruppo, non solo si dichiara non interessata al connubio, ma nega addirittura all’artista inglese l’esistenza di una vera scena musicale che possa giustificare un tale progetto. Se la storia della discografia italiana, indipendente o no che sia, non saprà mai quale sarebbe stato l’esito di una simile collaborazione, conoscerà di certo le stigmate di fanalino di coda d’europa, quale conseguenza di una perenne cecità.

grazie per lo splendido blog
con stima,
dj nepo

Davide said...

grande! grande! grande!
mi ricordo dei manifesti alle porte del Liceo, io ero pischello e loro IL gruppo indie della Brianza...

se hai altro materiale puoi postarlo?
grazie mille!